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lunedì 16 maggio 2011

“Aria Profonda”…quando l’inesplorato è il sommerso


Silvia Notarangelo
Roma – “Quel blu intenso mi incuteva una sorta di timore reverenziale e un’attrazione irresistibile allo stesso tempo”. Sono queste sensazioni, altalenanti e spesso contrastanti, a caratterizzare le immersioni che il giornalista, Fabio Perozzi, ricorda nella sua opera d’esordio.“Aria Profonda”, edita da Magenes, è la storia di due passioni che si integrano e si alimentano reciprocamente: l’emozione che suscita l’inabissarsi nella profondità del mare unita al desiderio di catturare quei momenti irripetibili. La subacquea e la fotografia sono le due “patologie” di cui è affetto l’autore, l’una sostiene l’altra, ne dà una concreta testimonianza, ne garantisce quella lucidità che, in condizioni tanto precarie, potrebbe facilmente venire meno.