Giulio GasperiniROMA – Capita spesso che autore e recensore non si accordino sulla comprensione di un romanzo. E che il confronto tra i due sia faticoso e finanche un po' arido, se non si ha la possibilità di confrontarsi serratamente per edificare, insieme, una possibile chiave di lettura. In queste situazioni sarebbe più opportuno realizzare un'intervista con l'arte del contraddittorio. Ma, si sa, non sempre è possibile, soprattutto in quest'epoca dove, se si può affidare tutto alla procura d'un computer, nessuno riesce a sottrarsi. In questo caso è avvenuto così: non ho avuto la possibilità di confrontarmi passo dopo passo con l'autore, Lorenzo Minoli, sui tanti luoghi del suo romanzo, "Il momento perfetto", sui quali mi sarei, con lui, confrontato apertamente.
Come prima domanda le darei l’opportunità d’un chiarimento (che serve in primo luogo a me). Dopo aver letto la mia recensione, lei mi ha scritto che l’aveva trovata un po’ “cattiva” e che, a suo parere, non avevo centrato il tema. Vorrei che mi chiarisse questa prospettiva, per la quale avrei frainteso il suo romanzo.
