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domenica 10 luglio 2011

"Maria", l'inizio del lavoro narrativo di Lalla Romano

Giulia Siena
ROMA - E' il 1953 quando Lalla Romano (1906-2001), scrittrice e pittrice piemontese, dà alle stampe "Maria". Quest'opera, insieme a "Tetto murato" del 1957, segna l'inizio del lavoro narrativo della più schiva e riflessiva scrittrice del Novecento. "Maria" è il tipico esempio di romanzo del Neorealismo, in esso confluiscono l'attenta osservazione del quotidiano e le considerazioni di un occhio perspicace, quale quello della Romano. Quest'ultima crea un romanzo sulla sua donna di servizio perché vede in lei un personaggio, la perfetta protagonista di un suo romanzo. La storia è quella di Maria, collaboratrice domestica presso la stessa scrittrice.

domenica 5 giugno 2011

"Un inverno freddissimo": quanto può una donna sopportare(?)

Giulio Gasperini
ROMA –
Abbandonò (già dal titolo) le ambientazioni levantine dei suoi due romanzi precedenti Fausta Cialente quando, nel 1966, pubblicò con Feltrinelli il suo terzo romanzo, candidato poi al Premio Strega. “Un inverno freddissimo” è quello del ’46-’47: in una Milano ancora stordita e frastornata Camilla – una donna che la Cialente plasma con sapienza e consapevolezza, con orgoglio e fiducia – si sente investita dell’ingombrante compito di ricomporre i relitti di una famiglia che, come tante altre, la guerra aveva menomato e smembrato. Le colpe, i pregiudizi, le antipatie devon esser combattute e vinte, perché nulla più della famiglia può permettere all’individuo di tornare a vivere; e a riappropriarsi del proprio già incerto futuro. E l’umanità felpata che la Cialente mette in scena, orchestralmente, si muove in una disagiata (e disagiante) soffitta, divisa da sottili pareti di stuoia, dove il rispetto del privato è soltanto un miraggio lontano e l’insofferenza della promiscuità cresce alla presa di consapevolezza della fine della guerra.