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lunedì 29 agosto 2011

Il Lumachino: il ristorante dell'amore

Silvia Notarangelo

ROMA – Al suo romanzo d’esordio la scrittrice giapponese Ito Ogawa ci regala una storia intensa e appassionante in cui sentimenti e cucina diventano un connubio incredibilmente propizio. Protagonista de “Il ristorante dell’amore ritrovato” (Neri Pozza Editore) è Ringo, una ragazza che lavora a Tokyo nella cucina di un locale turco. La sua vita sembra scorrere tranquilla fino a quando un giorno, tornando a casa, trova il suo appartamento completamente vuoto. Non c’è più niente, è sparito tutto, compresi quegli oggetti a cui era particolarmente affezionata. Soprattutto, non c’è più traccia del suo fidanzato, un giovane  indiano dalla pelle profumata di spezie, maître nel ristorante vicino al suo.
La ragazza è letteralmente scioccata, non riesce più a parlare e, istintivamente, prende una decisione: è il momento di tornare a casa, in quel villaggio dal quale, quindicenne, era fuggita senza mai più tornare.
Eppure è proprio qui che, inaspettatamente, Ringo ricomincia a vivere. Il dolore, pian piano, lascia spazio al desiderio di riprendere in mano la propria vita. All’improvviso, ecco l’idea che cambia tutto: aprire un ristorante in cui accogliere una sola coppia al giorno, dedicandole un apposito menu capace di realizzarne i desideri.  
Nel giro di pochi mesi, grazie anche all’insostituibile aiuto di Kuma-san, il “Lumachino” è pronto ad aprire le sue porte. In tavola, si susseguono piatti prelibati e raffinati, in un’atmosfera resa magica dai colori, dagli odori, dal gusto. La prima cliente del ristorante è l’amante di un famoso politico locale, deceduto ormai da diversi anni. Ciò che le accade dopo essersi seduta e aver consumato il pasto nel ristorante, ha dell’incredibile.
Una magia trasformerà la sua vita e quella di tutti coloro che entreranno nel “Lumachino”, prontamente e felicemente ribattezzato “il ristorante dell’amore ritrovato”.  

venerdì 15 luglio 2011

Un "Brindisi" con Alberto Basso

Marianna Abbate
ROMA - La storia di uno qualunque.  C'è chi direbbe "bamboccione": trent'anni e una tesi ancora da iniziare. "Brindisi" di Alberto Basso, edito da La Mandragora, ci mostra uno stralcio della sua vita. 
Il ritorno a casa, il ritorno al vecchio lavoro nell'enoteca ferrarese. Il ritorno in seno alla famiglia. Tra quella gente che si parla, ma non si capisce. Che sembra esprimersi in lingue sconosciute, con monologhi autoreferenziali.

domenica 10 luglio 2011

"Maria", l'inizio del lavoro narrativo di Lalla Romano

Giulia Siena
ROMA - E' il 1953 quando Lalla Romano (1906-2001), scrittrice e pittrice piemontese, dà alle stampe "Maria". Quest'opera, insieme a "Tetto murato" del 1957, segna l'inizio del lavoro narrativo della più schiva e riflessiva scrittrice del Novecento. "Maria" è il tipico esempio di romanzo del Neorealismo, in esso confluiscono l'attenta osservazione del quotidiano e le considerazioni di un occhio perspicace, quale quello della Romano. Quest'ultima crea un romanzo sulla sua donna di servizio perché vede in lei un personaggio, la perfetta protagonista di un suo romanzo. La storia è quella di Maria, collaboratrice domestica presso la stessa scrittrice.

venerdì 8 luglio 2011

"Asma" da serial killer

Agnese Cerroni
ROMA - Molti scrittori, emergenti o non, si domandano quali elementi narrativi garantiscano la riuscita di un romanzo noir. Ipotizzando che essi siano, nell'ordine, un protagonista interessante, un delitto misterioso e una storia d'amore non troppo scontata, Stefano Lazzarini con "Asma" (Cut-up editore) ha fatto centro. Luca vive a Roma, dove lavora come consulente in una agenzia di assicurazioni. Scapolo d'oro sulla quarantina, conduce una perfetta vita da single, a base di cene riscaldate al microonde e fugaci notti d'amore nel suo tipico appartamento da single, affollato da biancheria sporca e piatti affogati nel lavabo.