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venerdì 10 giugno 2011

"La versione di Barney", dove l'affermazione della propria verità diviene biografia

Stefano Billi
Roma - E' difficile trascorrere buona parte della vita sentendosi definire un omicida, o per lo meno, trascinandosi dietro il sospetto altrui circa un'ignobile azione che non si è mai commesso. Emerge così quel bisogno, del tutto naturale, di raccontare la propria versione dei fatti, di dimostrare che, in fin dei conti, quei pregiudizi accumulatisi negli anni altro non erano che meschine illazioni. Magari, un siffatto tentativo di discolparsi può condurre al racconto della propria vita, per far conoscere che si è profondamente brave persone, e che pur con tutti i difetti immaginabili, mai si arriverebbe a privare un altro uomo della vita, per di più se quest'ultimo è un amico. Questa prolusione è l'essenza del libro "La versione di Barney", creato dallo scrittore Mordecai Richler e pubblicato in Italia dall'editore Adelphi.