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lunedì 23 maggio 2011

"Morte nei boschi". Viaggio nell'animo umano in bilico tra bene e male

Agnese Cerroni
ROMA - Da bambino, Nonno Goriot aveva sentito raccontare la misteriosa storia della bestia del Gevaudan che per molti anni aveva terrorizzato la popolazione sbranando donne e bambini”.
La storia proposta da Giorgio Celli e Costanza Savini nel romanzo "Morte nei boschi" pubblicato da Ugo Mursia Editore ci conduce in Francia, durante gli anni del regno di Luigi XV, nella tranquilla regione del Gevaudan, dove gli abitanti vivono di agricoltura e pastorizia e il tempo è scandito dal ciclo delle messi. Improvvisamente la quiete di quei luoghi viene turbata dal ritrovamento di corpi nelle radure della valle, dilaniati con lo stesso macabro modus operandi. Vox populi attribuisce i delitti ad una creatura mostruosa che pare si aggiri per boschi e prati, aggredendo le pastorelle e i bambini che portano le vacche all’alpeggio. La gente dei villaggi vive nel terrore di un gigantesco animale dalle fattezze di lupo assetato di sangue.